Innovazione e Competitività

Oggi ho tenuto un intervento "La Gestione Della Conoscenza di Marketing  per Creare Valore: la Marketing Knowledege Governance" al convegno organizzato da Assolombarda e da AISM "Marketing Multidimensionale: come rinnovare il Business".
Mi ha fatto piacere constatare che i temi del digital marketing strategico sono sempre più sentiti dalle imprese e ci si sta ponendo il problema di come affrontare con le competenze adeguate l'opportunità di rivitalizzare il business grazie ad internet.
Il tema della Knowledge Governance legato al Marketing, ossia la Marketing Konwledge Governance, è la chiave strategica e metodologica per gestire in maniera efficace la complessità informativa legata all'ascolto e alla comunicazione attiva relativa ai diversi pubblici in rete, con gli obiettivi sia di rafforzare il brand, sia di innovare il prodotto/servizio in ottica customer-driven.
Mi fa anche piacere che si sia parlato di Reti di Imprese, un'altro ambito dove il Knowledge Management è fondamentale per gestire efficacemente la complessità delle relazioni e dei processi.

La presentazione è disponibile qui
L'articolo all'interno della dispensa Assolombarda AISM è disponibile qui

E' stato pubblicato sul canale Youtube dell'Università Biccocca il video integrale del mio intervento al convegno "From Cool to Good: l'utilizzo di Internet e dei Social Media per la promozione partecipativa del Turismo Responsabile" dal titolo "Imprese in Rete e Reti di Imprese per il Turismo Responsabile"

La presentazione è disponibile al seguente link

Andrea Rossi - Imprese in Rete e Reti Di Imprese per il Turismo Responsabile - Università Bicocca Milano - 02 02 2010 - innovActing

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Riprendo la notizia di ieri di www.borsaitaliana.it:

«Economia: Scajola, gia' in erogazione incentivi per 570 mln»

«Le aziende "devono puntare su qualita' ed innovazione se vogliono avere successo sui mercati internazionali. A questo scopo il Governo sta dando attuazione ad un vasto programma di incentivazione di progetti di innovazione industriale nell'efficenza energetica, nella mobilita' sostenibile e nel made in Italy con 570 mln di incentivi in corso di erogazione a cui aggiungeremo altre significative risorse".

Lo ha affermato il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola nel suo intervento al 'Confindustria Awards for Exellence Andrea Pininfarina 2010', ricordando i nuovi contratti di innovazione e il fondo nazionale da 60 mln per progetti collegati ai brevetti e il varo del contratto di reti di imprese.»

Per le imprese italiane, specialmente le PMI, La sfida è sicuramente quella dell'innovazione, in particolare:

Tali forme di innovazione posso essere efficacemente affrontate unendosi in Reti di Imprese, che permettono alle PMI di fare "massa critica" e di affrontare le sfide complesse richieste dal cambaimento.

Gli incentivi ci saranno...

... la sfida è soprattutto nella volontà del management aziendale di cambiare e di migliorare per ottenere il successo competitivo (o, con i tempi che corrono, anche semplicemente per sopravvivere...)

 

 

Ieri ho fatto un intervento al convegno "From Cool to Good: l'utilizzo di Internet e dei Social Media per la promozione partecipativa del Turismo Responsabile" organizzato dall'Università Bicocca di Milano, in cui ho parlato del tema delle Reti di Imprese per il Turismo Responsabile.

Il tema delle Reti di Imprese suscita sempre più interesse e sono in forte aumento i casi di imprese che si organizzano a rete per essere più competitive nel mercato attuale, molto selettivo.

Nel Turismo Sostenibile, le Reti di Imprese sono - a maggior ragione - vitali per la necessità di diffondere con grande energia il tema della responsabilità e della sostenibilità e la definizione di buone pratiche di comportamento e organizzative.

La presentazione è disponibile al seguente link

Andrea Rossi - Imprese in Rete e Reti Di Imprese per il Turismo Responsabile - Università Bicocca Milano - 02 02 2010 - innovActing

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Il Crowdsourcing, uno dei grandi temi del 2010, ha diverse implicazioni strategiche per le organizzazioni e per le imprese: dalla comunicazione partecipativa, al co-design, per arrivare all'innovazione collaborativa per lo sviluppo di nuovi prodotti o nuovi processi.

innovActing, da tempo si sta occupando attivamente di questo tema, per questo ha deciso di sponsorizzare l'evento che avrà luogo, il 20 gennaio alle ore 10.00 all'Università IULM - aula 144 - edificio 1 - via Dal Bo, 1 - Milano.

Per tutte le persone interessate, seguendo questo link, si potrà trovare il programma ed il form per la registrazione all'evento che è gratuito è libero a tutti.

Il Social Return on Investment è un concetto che un tempo veniva applicato quasi esclusivamente per le organizzazioni non profit, ma che oggi sta prendendo piede anche in azienda.

Social Return on Investment, or SROI is an attempt to measure the social and financial value created by a non profit, NGO or business. It has not been proven to drive increased investment, but it is popular with academics and some consultancies. A number of services are now looking at analysing the 'investment' in charities as yielding a social return on investment. An example is Development Ratings which helps private donors evaluate and research charities that work in the developing countries.


SROI is an approach to understanding and managing the impacts of a project, an organisation or a policy. It is based on stakeholders and puts financial values on the important impacts identified by stakeholders which do not have market values. The aim is to include the values of people that are often excluded from markets in the same terms as used in markets, that is money, in order to give people a voice in resource allocation decisions. (Fonte Wikipedia)


Per approfondimenti sul tema suggerisco la lettura di questo interessante paper della London Business School.

C'era un tempo, un lungo tempo, in cui alcune persone creative, aiutate da strumenti di analisi e ricerche, pianificavano a tavolino i messaggi pubblicitari destinati ai loro "target", oggi questa era per come l'abbiamo conosciuta, è definitivamente terminata.

Nell'era del post advertising, il messaggio vive simbioticamente all'interno di un'esperienza di fruizione vissuta sempre a livello personale, ma inserita in un contesto sociale.

E' la combinazione tra il messaggio, la relazione che si instaura con il destinatario, il comportamento di chi ne fruisce, i tempo, il luogo, il modus, le motivazioni delle parti coinvolte nel processo comunicativo che determinano il contesto.

Non ci sono messaggi buoni per tutte le stagioni e per tutti i contesti, comunicare oggi senza conoscere in modo non superficiale le caratteristiche, le esigenze, le origini, le motivazioni, le speranze, le paure, i sogni, i bisogni, i desideri, le passioni dei propri interlocutori è come lanciare un sasso nello stagno sperando che la propagazione dei cerchi concentrici duri all'infinito.

Il messaggio è come un seme che può attecchire solo se il terreno è fertile, altrimenti sarà sterile e non produrra alcun effetto.

Il tema della fertilità e della sua ricerca è quindi di fondamentale importanza e può essere così rivisto:

"I metodi di riconoscimento della fertilità di un messaggio e più in generale di una cultura comunicativa sono quei modi che aiutano un brand ad identificare i terreni di cultura potenzialmente più fecondi, i momenti, i tempi e i contesti in cui è possibile creare e trasferire valore attraverso il processo comunicativo."

La fertilità comunicativa non ha sempre una correlazione diretta con lo spending pubblicitario, ma con la capacità di creare una connessione empatica con i propri pubblici.

Come suggerisce James Cherkoff:

"regardless of production budgets, content without pass-it-on currency, has no value in this growing economy. It lacks the crucial watermark of social approval."

Nell'era del post advertising quello che conta è la corrispondenza tra i valori comunicati e quelli agiti e in cui il ruolo della comunicazione è quella di creare delle occasioni per avviare, far crescere e consolidare un rapporto relazionale in cui il brand non è più un protagonista, ma solo un abilitatore.

"Brands on their own can't operate in the share-and-compare economy. No one is interested in the corporate context. The only way to gain currency is to help people do what they want to do. And hope they have a spare space in their scrapbook for you."

I pubblicitari se non vorranno essere disintermediati non potranno limitarsi ad usare mezzi nuovi, formati nuovi e nuove tecnologie abilitanti, ma dovranno vivere, respirare, rendere attiva la nuova cultura comunicativa dei loro pubblici e comprendere che nell'era del post advertising, la relazione comunicativa non può esaurisi nel processo di consumo e che è necessario andare oltre.

wow experienceUn'interessante indagine della Warthon School dell'Università della Pennsylvania, Retail Council of Canada e Verde Group sulle grandi esperienze retail in Nord America.

Lo studio, effettuato su 1006 acquirenti nord-americani, esplora le determinanti di un'esperienza di acquisto eccezionale, ossia "WOW"!

  • Come viene definita una grande retail experience?
  • Con quale frequenza si verifica?
  • Varia per genere, età, nazione o tipo di negozio?
  • Quali grandi esperienze sono più rilevanti per la lealtà e per il conto economico del punto vendita?

Il report presenta la sintesi dei risultati.

 

Secondo una nuova indagine di Forrester Research "State of interactive agencies", i Clienti in generale sono diffidenti verso le loro agenzie tradizionali quando si tratta di digitale, ma sono ancora cauti sulla "consegna delle chiavi" per la strategia di marca globale agli specialisti Web.

Nell'indagine, effettuata su 100 interactive marketer di grandi imprese, Forrester ha scoperto che solo il 23% degli intervistati preferisce la loro brand agency tradizionale per pianificare e gestire attività di marketing interattivo.

Secondo Forrester, c'è un "grande gara" tra le agenzie tradizionali che stanno investendo per diventare sempre più digitali e le agenzie di marketing digitale che non vogliono essere viste solo come i creatori di banner e search engine marketers.

I media emergenti come la telefonia mobile e i social media forzeranno sempre più i marketers a cambiare il loro approccio e a richiedere un'agenzia che aggiunga maggiori e più ampie competenze per soddisfare le esigenze e le richieste dei propri Clienti interattivi.

La gara è cominciata...

Fonte: Marketing Forecast

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