Oggi ho tenuto un intervento "La Gestione Della Conoscenza di Marketing per Creare Valore: la Marketing Knowledege Governance" al convegno organizzato da Assolombarda e da AISM "Marketing Multidimensionale: come rinnovare il Business".
Mi ha fatto piacere constatare che i temi del digital marketing strategico sono sempre più sentiti dalle imprese e ci si sta ponendo il problema di come affrontare con le competenze adeguate l'opportunità di rivitalizzare il business grazie ad internet.
Il tema della Knowledge Governance legato al Marketing, ossia la Marketing Konwledge Governance, è la chiave strategica e metodologica per gestire in maniera efficace la complessità informativa legata all'ascolto e alla comunicazione attiva relativa ai diversi pubblici in rete, con gli obiettivi sia di rafforzare il brand, sia di innovare il prodotto/servizio in ottica customer-driven.
Mi fa anche piacere che si sia parlato di Reti di Imprese, un'altro ambito dove il Knowledge Management è fondamentale per gestire efficacemente la complessità delle relazioni e dei processi.
La presentazione è disponibile qui
L'articolo all'interno della dispensa Assolombarda AISM è disponibile qui
Knowledge Management & Governance
Ieri ho fatto un intervento al convegno "From Cool to Good: l'utilizzo di Internet e dei Social Media per la promozione partecipativa del Turismo Responsabile" organizzato dall'Università Bicocca di Milano, in cui ho parlato del tema delle Reti di Imprese per il Turismo Responsabile.
Il tema delle Reti di Imprese suscita sempre più interesse e sono in forte aumento i casi di imprese che si organizzano a rete per essere più competitive nel mercato attuale, molto selettivo.
Nel Turismo Sostenibile, le Reti di Imprese sono - a maggior ragione - vitali per la necessità di diffondere con grande energia il tema della responsabilità e della sostenibilità e la definizione di buone pratiche di comportamento e organizzative.
La presentazione è disponibile al seguente link
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Martedì 1 dicembre 2009 dalle 9,30 alle 13 presso l'aula 110 dell'Università Cattolica in via Nirone 15, Milano, si terrà il congresso "Knowledge Management e Formazione: Oltre la crisi, verso la Societa' della Conoscenza" nell'ambito del Progetto PKM 360, sostenuto dal fondo Giorgio Sacerdoti messo a disposizione dalla ns. capogruppo CSE-Crescendo.
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione
Ieri sono stato all'incontro "Conoscenza e Knowledge Management nei processi di integrazione post M&A nel settore dei servizi finanziari" organizzato da SDA Bocconi.
L'incontro è stato molto interessante a ha visto la presentazione dei casi di: Allianz, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Intesa San Paolo e Unicredit. Tali casi hanno dimostrato che i settori bancario ed assicurativo sono molto avanti nell'adozione della cultura, dell'organizzazione e degli strumenti di KM.
La consapevolezza dell'importanza del Knowledge Management è molto sentita, sia per i vantaggi di efficienza, sia per quelli di socializzazione e di scambio di conoscenze tra le persone.
Anche i social media stanno irrompendo nell'approccio di KM, ed hanno il grande vantaggio, tra gli altri, di supportare efficacemente i processi di integrazione successivi alle fusioni.
Il clima che si è respirato nell'incontro è stato di forte volontà di sviluppare le opportunità offerte dal KM e di grande soddisfazione per i risultati ottenuti da tali progetti.
Questo è un ottimo auspicio per lo sviluppo del Knowledge Management nelle realtà italiane.
Riprendo il post del blog Marketingusabile di Maurizo Goetz su Max Brenner, una catena di chocolate bar/restaurant, negozi di cioccolato, e soprattutto tempio del gusto per tutti gli amanti del cioccolato.
Nei Max Brenner progettano nei minimi dettagli l'esperienza dei Clienti per suscitare momenti memorabili e garantirsi, da questi, una differenziazione spinta e un vantaggio competitivo difficilmente colmabile.
Da dove verrà la prossima ondata di start-up innovative? Per gli ultimi quarant'anni la risposta è stata un gioco da ragazzi. La performance del passato, tuttavia, non è garanzia di risultati futuri. Basato sulla competitività delle imprese che giocano la partita dell'innovazione technology-driven, si potrebbe immaginare una risposta del tutto diversa per la domanda sulla "prossima ondata" dei futuri cinquant'anni.
L'Information Technology and Innovation Foundation ha rilasciato un report di benchmarking sull'innovazione e la competitività di 36 Paesi (pdf). Mentre il focus del report è sulle differenze tra U.E. / U.S., ho trovato due elementi di particolare interesse: in primo luogo, mentre gli Stati Uniti guidano l'Unione europea in materia di competitività basata sull'innovazione (si trovano al sesto posto della classifica generale), gli stessi Stati Uniti sono in ultima fila in termini della loro preparazione a capitalizzare la prossima ondata.
Come ormai non c'è più da stupirsi, l'Italia è in 26° posizione (su 40), preceduta da Estonia (22), Spagna (23), Ungheria (24) e Lituania (25), e davanti a Portogallo (27), Slovenia (28) e Slovacchia (29). la posizione italiana è al di sotto della media dell'Europa a 15 (18° posto) e dell'Europa a 25 (20° posizione).
Le macro-aree considerate per il benchmark sono:
- Capitale Umano
- Capacità di innovare
- Imprenditorialità
- Infrastrutture di Information Technology
- Politiche economiche
- Prestazioni economiche
Ho trovato interessante questi post (parte 1 e parte 2) del Silicon Valley Project Management Blog, in cui si evidenzia come il KM 1) possa sviluppare con grande successo la comunicazione nei progetti e 2) rendere più efficaci le after-action review

